la Biennale di Venezia
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Architettura


Sensori del futuro. L’architetto come sismografo

6. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Hans HOLLEIN
15 settembre – 17 novembre 1996
Sedi: Padiglione Italia, Padiglioni nazionali ai Giardini
Direttore indicato dal Presidente Gianluigi Rondi
 
La sesta Biennale di Architettura è affidata per la prima volta alla direzione di una prestigiosa figura internazionale, l’architetto austriaco Hans Hollein, che conferma l’impostazione di Dal Co organizzando la manifestazione sul modello delle arti visive, ospitando le Partecipazioni nazionali. Sensori del futuro. L’architetto come sismografo è il titolo della mostra principale ospitata al Padiglione Italia, che vuole indagare le capacità dell’architetto di captare le vibrazioni sotterranee della realtà presente, proiettandole nel futuro. Convinzione di Hollein è che negli anni novanta l’architetto non fa più parte di scuole o movimenti, ma è una figura autonoma, indipendente da ogni tipo di classificazione. Grazie a elementi finora poco considerati, quali sistemi di comunicazione e nuove tecnologie, gli architetti mutano così i luoghi chiave dei panorami urbani, sfidando la tradizionale idea di spazio cittadino tramandato dal passato.

Sono circa settanta gli architetti invitati a esporre un progetto considerato particolarmente significativo, da considerare a futura memoria. Sfilano così nelle sale del Padiglione Italia i progetti dei maggiori architetti della scena internazionale, quali Frank O. Gehry (con il progetto del Guggenheim di Bilbao), Tadao Ando, Jean Nouvel, Renzo Piano, Zaha Hadid, Coop Himmelb(l)au, Peter Eisenman, Norman Foster, Herzog & de Meuron, Arata Isozaki, Toyo Ito, Philippe Stark, Jorn Utzon, Alvaro Siza Vieira, Massimiliano Fuksas, Rem Koolhaas, Rafael Moneo. Accanto agli architetti globalmente riconosciuti, Hollein organizza la mostra Emerging Voices, che raccoglie giovani promesse da tutto il mondo, tra i quali Odile Decq, Liz Diller con Ricardo Scofidio, Peter Zumthor, Ben van Berkel, Kazuyo Sejima.

Al Padiglione Italia viene ospitata anche la retrospettiva Radicals, dedicata alle esperienze più radicali dell’architettura urbana dalla fine degli anni cinquanta agli inizi dei settanta. La sezione italiana, curata da Marino Folin e allestita al Padiglione Italia con progetti e facciate in grande scala, viene dedicata alla generazione di giovani architetti fra i trenta e i quarant’anni, di cui sono esposti lavori risalenti a non più di cinque anni prima. Ne fa parte anche una mostra fotografica frutto della collaborazione fra il fotografo Gabriele Basilico e l’architetto Stefano Boeri, che riflette sul paesaggio urbano e naturale italiano.

Nel 1996 viene istituito anche per la Biennale di Architettura il Leone d’Oro alla carriera, consegnato a tre maestri del Novencento: Ignazio Gardella, Philip Johnson e Oscar Niemeyer.

Leone d’Oro per la migliore partecipazione nazionale:
Padiglione Giapponese
Leone d'Oro per la migliore interpretazione della Mostra: Odile Decq - Benoît Cornette, Juha Kaakko, Ilkka Laine, Kimmo Liimatainen, Jari Tirkkonen, Enric Miralles Moya
Osella speciale per una straordinaria iniziativa nel campo dell’architettura contemporanea: Pascal Maragall, Sindaco di Barcellona
Osella speciale per la copertura mediatica nel campo dell’architettura contemporanea: Wim Wenders
Osella speciale per un fotografo d’architettura: Gabriele Basilico
Elements of Architecture
Elementi fondamentali utilizzati da ogni architetto, in ogni tempo e in ogni luogo
Monditalia
41 installazioni che attraversano il territorio italiano da Sud a Nord, e oltre
Absorbing Modernity 1914-2014
Le partecipazioni nazionali alla 14. Mostra