la Biennale di Venezia
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Arte


La galleria di Ca' Pesaro

La Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Venezia fu fondata dal principe Alberto Giovannelli, che alla seconda Biennale del 1897 acquistò sei opere di artisti italiani e stranieri, per poi donarle al Comune di Venezia. Altri seguirono l'esempio, e anche il Re Vittorio Emanuele III contribuì con quattro tele. La prima sede della galleria fu l'appartamento d'onore di Ca' Foscari. 
 
Ca' Pesaro, palazzo seicentesco sul Canal Grande progettato da Baldassarre Longhena, divenne proprietà comunale nel 1899, alla morte della duchessa Felicita Bevilacqua La Masa che espresse la volontà di farne la sede di un'esposizione d'arte permanente per giovani artisti. Lì fu dunque spostata la Galleria d'Arte Moderna, la cui inaugurazione si tenne il 18 maggio del 1902.
 
La direzione fu affidata alla Segreteria della Biennale, ma nel 1907, considerata l' importanza raggiunta dalla Galleria, fu indetto un concorso per nominare un apposito direttore. Si aggiudicò il posto Nino Barbantini, ferrarese appena ventitreenne, il quale iniziò subito a studiare la disposizione ottimale delle opere, optando per una suddivisione in gruppi di nazioni.
 
I contrasti tra la Biennale e Barbantini iniziarono quando Cà Pesaro ospitò la sua prima esposizione, nel 1908, a cui parteciparono anche Fragiacomo, Laurenti e Milesi. Il Segretario Generale della Biennale Fradeletto non gradì l'iniziativa del giovane direttore. Secondo la volontà della duchessa Bevilacqua, infatti, a Ca' Pesaro dovevano esporre solo artisti giovani, e non veterani della mostra ai Giardini. Oggetto di polemica fu anche l'utilizzo del Leone alato di S. Marco, marchio della Biennale, da parte dell'artista Marussig nel manifesto dell'esposizione di Ca' Pesaro.
 
Le mostre che annualmente furono allestite a Cà Pesaro dal 1909 al 1913, ne accentuarono l'indipendenza, e l'antagonismo con la Biennale crebbe per il diverso criterio artistico adottato. Il contrasto si manifestò in modo più aspro nel giugno del 1914, quando un gruppo di artisti non accettati alla Biennale organizzò polemicamente all'Hotel Excelsior del Lido una "Esposizione di alcuni artisti rifiutati alla Biennale veneziana". Quell'anno, ai Giardini, su 621 artisti presentatisi ne furono accettati 114. Ma dopo l'esposizione dei "rifiutati", la rivalità tra le due istituzioni iniziò a sfumare.