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la Biennale di Venezia
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Cinema

Amazonia [3D] di Thierry Dagobert gratuito per i veneziani

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proiezione in Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido)
06 | 09 | 2013

film di chiusura della 70. Mostra: sabato 7 settembre, ore 20.45

La Biennale di Venezia, attraverso la collaborazione con i quotidiani “Il Gazzettino” e “La Nuova di Venezia e Mestre”, invita – per un numero limitato di posti in sala – il pubblico veneziano al film di chiusura della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Amazonia (3D) di Thierry Dagobert, odissea in 3D nella foresta pluviale più famosa del mondo: la Foresta Amazzonica.
 
Amazonia (3D) sarà presentato Fuori Concorso sabato 7 settembre alle 20.45 in Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido), a seguire la cerimonia di premiazione.
 
Per assistere gratuitamente alla proiezione, il pubblico interessato potrà ritirare l’invito alle Biglietterie del Garden (adiacenti Casinò, Lido) sabato 7 settembre (orario 8.30-20), semplicemente presentando i coupon pubblicato lo stesso sabato 7 settembre su “Il Gazzettino” oppure “La Nuova di Venezia e Mestre” (per informazioni: biglietteria.cinema@labiennale.org - Tel. 041 2726624).
 
   · Ogni coupon dà diritto a un invito valido per una persona per assistere gratuitamente alla proiezione
 
   · Gli inviti saranno erogati fino a esaurimento dei posti riservati a ciascuna testata
 
 Amazonia (3D) (Francia, Brasile, 90’) di Thierry Dagobert, è un’odissea in 3D nella foresta pluviale più famosa del mondo: la Foresta Amazzonica. In seguito a un incidente aereo Saï, una scimmia cappuccina nata e cresciuta in cattività, si ritrova sola e smarrita nella giungla amazzonica. Impreparata, la scimmietta non sa che farsene dell’improvvisa libertà. Nell’affrontare un nuovo mondo in cui tutto è ricoperto da una vegetazione fitta e lussureggiante, Saï deve trovare la strada e proteggersi dalle trappole che la Natura le riserva. Si trova faccia a faccia con animali di tutti i tipi: giaguari, coccodrilli, boa, tapiri, lontre giganti... Saï capisce alla svelta che la sua unica speranza di sopravvivere è trovare altre scimmie cappuccine e farsi adottare da loro.
 
“Oggi più che mai fare questo film risponde a una necessità, a uno stato di emergenza - ha dichiarato Thierry Dagobert - Le foreste pluviali ci spaventano. Di fatto sono un paradiso ma bisogna conoscerle per sopravviverci. A quaranta metri da terra, sospeso fra terra e cielo, si muove un oceano verde che è ancora tutto da scoprire. Un mondo oggi in pericolo, ridotto quasi a un nulla. Una montagna di clorofilla paurosamente viva, dove le piante lottano fra loro, dove avvengono incredibili storie di animali. La storia di questo film ci porta all’interno di un labirinto dal quale sembra di non poter uscire”.