la Biennale di Venezia

14. Mostra Internazionale di Architettura

Salta le code con la biglietteria online! Scopri tutte le offerte
14. Mostra Internazionale di Architettura

14. Mostra Internazionale di Architettura

Aperta da martedì a domenica, ore 10-18 (chiuso lunedì, escluso 17 novembre)
14. Mostra Internazionale di Architettura

Biennale Arte 2015

Presentate le linee generali della 56. Esposizione Internazionale d’Arte
Biennale Arte 2015

News

Riapparizioni - corpi, gesti e sguardi dai palcoscenici della Biennale. Album ’34–’76

< Indietro
mostra fotografica dall’Archivio Storico ASAC
21 | 02 | 2014

Ca’ Giustinian (S. Marco), dal 21 febbraio 2014, ore 9-20

Venerdì 21 febbraio 2014 alle ore 12 inaugura a Ca’ Giustinian, sede della Biennale, la mostra fotografica dall’Archivio Storico ASAC Riapparizioni - corpi, gesti e sguardi dai palcoscenici della Biennale. Album ‘34–‘76. I documenti in mostra sono il frutto di una selezione curata dal Direttore del Settore Danza Virgilio Sieni.
 
“Sono emersi, dall’Archivio Storico della Biennale di Venezia, dei meravigliosi documenti fotografici inediti che vanno a costruire una geografia di sguardi, corpi, posture ed esperienze tra danza, teatro e musica del periodo 1934-1976.
 
Appare un mondo intenso, dove gli interpreti di queste gesta fotografate, si prestano di nuovo al viaggio del teatro con e nella vita, restituendoci un senso profondo dello spettacolo inteso come riflesso e contrasto del tempo contemporaneo. Viaggio che apre delle riflessioni sull’estetica e i modi della ricerca, mostrando tracce evidenti della malinconia sotterranea così come appare nelle opere coreografiche tra il ’34 e il ’57, per poi proiettarsi verso le radure della ricerca e di un teatro che guardava al corpo come elemento primario, porta verso la convergenza tra vita e ricerca.
 
La mostra presenta tracce che si integrano in una stanza delle meraviglie che ricerca al suo interno gli slanci per nuove letture, accurati accostamenti, fulminanti coincidenze:
le figure plastiche di una danza per pose espressionistiche nella rappresentazione della fiaba di Andersen;
i balletti sentitamente colti e trasfiguranti di Aurel M. Milloss, tra il ’48 e il '50, con le scene di De Pisis che si ispira a Degas;
le pose di una mondanità ai limiti della malinconia come appare nei volti degli artisti del Gran Ballet de Marquis de Cuevas alle scene di Dalì e negli sguardi dei divi del New York City Ballet del ’53 raffigurati nel bianco astratto del fondo;
l’Idiota grottesco di Tatania Gsvosky che accompagna le musiche di Hans Werner Henze;
i sapienti quadri fumettistici a formare tableaux di espressioni orientali nel Mandarino meraviglioso, balletto di Jacques Etcheverry del ‘55;
l’Esposizione di L. Berio e l’emergere della fisicità scenica negli interpreti guidati da Ann Halprin nel ’63;
i quadri coreografici e antropologici di Alwin Nikolais e Alvin Ailey in relazione alle danze della cultura orientale dell’antico teatro indiano, dell’opera di Pechino e dei balletti di Sunda (Giava).
 
La mostra apre uno sguardo sull’operato di Luca Ronconi nelle Biennali del teatro e della musica ’75 e '76: visioni illuminanti, qui appena accennate, sul cerimoniale del corpo attraverso Meredith Monk, Living Theater, Jerzy Grotowski, Eugenio Barba, Giuliano Scabia, Bob Wilson.
 
Tracce che ci guidano all’approfondimento che dedichiamo all’esperienza artistica e umana di Peter Brook del ’76 dove, attraverso un ciclo fotografico, emerge chiaro il senso della tattilità dell’arte quando si rivolge all’altro, all’esistente, alla dignità dei luoghi. Primo di cinque approfondimenti che dedicheremo in seguito a Merce Cunnigham, Living Theater, Meredith Monk, Jerzy Grotowski, con documenti fotografici straordinari.
 
La mostra accoglie inoltre, come contrappunto olfattivo e sensoriale, una casina in miniatura, completamente ricoperta di biscotti, accompagnata da una serie di disegni e video preparatori, che segnalano il percorso verso la realizzazione dell’evento La casina dei biscotti che verrà presentato nel corso del Carnevale dei ragazzi”.
 
Virgilio Sieni