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Cinema

Reeducated

Venice VR Expanded
Regia:
Sam Wolson, Ben Mauk, Nicholas Rubin, Matt Huynh
Produzione:
The New Yorker (Soo-Jeong Kang, Monica Racic), Dirt Empire (Nicholas Rubin)
Durata:
20’
Lingua:
English
Paesi:
USA, Kazakistan
Anno:
2021
Interpreti:
Erbaqyt Otarbai, Orynbek Koksebek, Amanzhan Seituly
Suono:
Jon Bernson
Platform:
Oculus & Viveport
Devices:
HTC Vive/Vive Pro/Pro 2 Oculus Rift/Rift S/Quest w/link Oculus Quest 1/Quest 2 Valve Index
Project development:Ben Mauk, Sam Wolson
Directed by:Sam Wolson
Artist:Matt Huynh
Research and reporting:Ben Mauk
Lead animator and technical supervisor:Nicholas Rubin
Senior editor:Brian Redondo
Lead compositor and color grading:Noel Paul
VFX artist:Eddy Moya
Titles design:Maxx Berkowitz, Sandra Garcia
Animation studio:Dirt Empire
Ink bleed:Matvey Rezanov
Artist assistant:M. J. Steele

Sinossi

Reeducated porta gli spettatori all’interno di uno dei campi di “rieducazione” dello Xinjiang, guidati dai ricordi di tre uomini – Erbaqyt Otarbai, Orynbek Koksebek e Amanzhan Seituly – imprigionati nello stesso momento in una struttura di Tacheng. Nel corso degli ultimi anni, le autorità governative hanno trasformato lo Xinjiang, la regione più vasta della Cina, in uno dei più avanzati stati di polizia del mondo. Nella primavera del 2017 gli ufficiali hanno iniziato a deportare migliaia di persone appartenenti prevalentemente a minoranze musulmane in campi di detenzione extragiudiziali segreti. Entro il 2018, almeno un milione di persone erano confinate all’interno di una vasta rete di centri di detenzione. Si tratta probabilmente del più grande fenomeno di internamento di minoranze religiose ed etniche dai tempi della Seconda guerra mondiale. Nel dicembre 2019, poco prima del lockdown mondiale causato dall’emergenza Covid-19, il reporter Ben Mauk, il regista Sam Wolson, e l’artista Matt Huynh hanno raggiunto il Kazakistan per intervistare Otarbai, Koksebek, e Seituly. Tratto da testimonianze dirette, schizzi realizzati dai sopravvissuti e immagini satellitari, il film in VR utilizza illustrazioni a penna e pennello, che prendono vita grazie all’animatore Nicholas Rubin, e audio spaziale, composto da Jon Bernson, per ricostruire le esperienze condivise dai tre uomini in uno spazio tridimensionale immersivo.

Commento dei registi

Reeducated porta gli spettatori in un campo di prigionia dello Xinjiang, ricostruito sulla base dei ricordi di tre ex detenuti. Per realizzare il film, Orynbek Koksebek, Erbaqyt Otarbai e Amanzhan Seituly, ex prigionieri del campo e attualmente residenti al di fuori della Cina, hanno reso testimonianza della struttura, descrivendo minuziosamente ogni singolo dettaglio: dalla routine giornaliera alle torture subite fino all’esatta distanza tra letti. L’artista Matt Huynh ha dato vita ai loro ricordi con l’ausilio di disegni crudi ed evocativi realizzati a penna e inchiostro, successivamente assemblati in uno spazio tridimensionale. Io e Ben Mauk siamo grati ai nostri tre testimoni e al team di creatori che hanno reso possibile questo film.

produzione/distribuzione

PRODUZIONE 1: Soo-Jeong Kang, Monica Racic – The New Yorker
1 World Trade Center
10007 – New York, United States of America
natalie_raabe@newyorker.com
http://www.newyorker.com

PRODUZIONE 2: Nicholas Rubin – Dirt Empire
1 World Trade Center
10007 – New York, United States of America
Tel. +1 24841374543
nicholas@dirtempire.tv
http://www.dirtempire.tv/

UFFICIO STAMPA: Sam Wolson
Tel. +1 248 413 7113
mr.wolson@gmail.com


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